|
 
Dannata
o beata?
Il
lavoro, la famiglia, la spesa da
fare, il pranzo e la cena da
preparare, le pulizie, il bucato
da lavare, stendere, stirare e
rimettere a posto nei cassetti.
Pochissimo, quasi nessuno spazio
per il relax e gli hobby. Non
c’è da meravigliarsi se alle
donne sposate può succedere di
invidiare alle single
l’autonomia, la mancanza di
doveri verso i figli e di
obblighi nei confronti del
marito.
Ma
è poi così appetibile la vita
della single?
Chi
le invidia, e chi le
“compatisce”. Le regole e le
premesse
per
affrontare questa condizione
nella maniera migliore
Le
single non sono tutte uguali. Ne
esistono infatti tre tipi
fondamentali: eccoli,
1La
“superimpegnata”, tutta
protesa alla carriera, che
considera la sua abitazione una
specie di “albergo” in cui
soggiornare tra un viaggio di
lavoro e l’altro.
2La
“casalinga”, per la quale la
casa è un rifugio caldo,
conosciuto e rassicurante dove
invitare ogni volta che può gli
amici e i familiari.
3La
“temporanea”, che è stata
costretta ad accettare questa
scelta (si è separata, per
esempio) ma spera, prima o poi,
di dividere il “nido” con un
compagno.
Le prime due, pur essendo diverse
per temperamento, hanno in
comune il piacere di
sapersi indipendenti e
non si spaventano al pensiero di
una serata a tu per tu... con la
televisione, la musica o un buon
libro.
Hanno scelto di vivere sole perché
vogliono realizzare con calma,
senza intromissioni, i progetti
personali.
La
terza vive male la sua
condizione, ha paura della
solitudine, si lascia prendere
dallo sconforto, dal timore che
per lei le cose non cambieranno.
Single
lei,single lui
Essere
single non significa rimanere
tale per sempre: quella di
vivere sola, infatti, è una
soluzione spesso provvisoria,
una tappa nel processo di
crescita interiore
Quasi
sempre la single aspira ad un
compagno single come lei che
capisca, e soprattutto non
fraintenda, il suo desiderio di
indipendenza; un uomo che non
sia possessivo, geloso o
sospettoso, che non le faccia
telefonate in piena notte per
accertarsi che sia a casa, che
non abbia preconcetti, non
pretenda di andare a vivere
nella sua casa perché non sa
cavarsela da solo, non stia
inutilmente in ansia per lei.
Single
lei e single lui, insomma: uniti
pur abitando in due case diverse
invece che separati nella stessa
per motivi... pratici: non è
facile rinunciare al proprio
nido, edificato con pazienza e
fatica, non sapendo come si
concluderà la storia.
A
favore
La
single può scegliere e arredare
l’abitazione secondo i suoi
gusti. Può rifiutare
i “saggi” consigli della mamma e i
suggerimenti della sua migliore
amica; può dipingere le pareti
a strisce, se le va,
ammonticchiare ovunque libri,
riviste, videocassette e cd,
mangiare a letto.
Ogni notte può tenere la luce accesa sul comodino, guardare la tv finché
vuole, occupare il telefono per
ore. Può cambiare lavoro o
traslocare in un’altra città
senza dover rendere conto a
nessuno delle sue decisioni. Non
è obbligata a rimettere in
ordine, fare il letto o
spolverare; “salta” il pasto
se non ha fame, si spalma sul
viso la maschera antirughe e si
aggira per le stanze vestita
come le pare.
Non ha un marito o dei figli che esigono la sua presenza ed è libera di
accettare all’ultimo momento
qualsiasi
invito: insomma, scopre con
piacere che è
bello vivere da sola!
Contro
La
single può sentirsi
“abbandonata” nei momenti
tristi e anche in quelli felici,
deve accettare responsabilità e
sostenere spese spesso
indesiderate senza poterle
dividere col partner.
Al
lavoro deve arginare le richieste
di trattenersi oltre l’orario
(perché tanto non ha nessuno
che l’aspetta...), di
posticipare le sue vacanze o
rinunciare al ponte festivo per
terminare il lavoro arretrato.
Viene
ritenuta una donnaccia” oppure
una zitella ombrosa, torna a
casa sola anche se ha paura, la
domenica non sempre sa cosa fare
e non dì rado ha problemi
economici. Se non sta bene deve
arrangiarsi, alla prima
lamentela le dicono: «Hai
voluto la bicicletta? E allora
pedala!» e soprattutto,
quando
è stufa di fare la singie,
deve
resistere alla tentazione di
mettersi
col
primo venuto.., o quasi.
Le
regole pratiche per stare bene
Tanto
per cominciare, bisogna
sfatare
un luogo comune: non è vero che
soltanto le professioni ben
pagate permettono di fare la
single. E’ infatti possibile
riuscire a cavarsela anche con
uno stipendio medio a condizione
che le esigenze quotidiane, il
tenore di vita che si vuole
mantenere e le uscite non siano
superiori alle entrate.
Gli
atteggiamenti psicologici per
sentirsi bene
La
vita da single
può essere molto piacevole
se la donna sceglie con cura gli
amici (quelli in grado di
“tirarla su” di morale nei
momenti tristi), se instaura
buoni rapporti con i vicini
(potrebbe avere bisogno di
chiedere loro qualche cortesia),
se nelle serate vuote si abitua
a leggere buoni libri o ad
ascoltare buona musica. Di
antidoti alla solitudine e alla
depressione ce ne sono diversi:
il piatto preferito (mai
accontentarsi di un panino
veloce davanti alla tv!), un
sabato pomeriggio ogni tanto a
fare shopping, una visita ai
musei, una sera al cinema, un
fine settimana in gruppo (per
evitare la trappola delle
abitudini), un’ora in palestra
due o tre volte la settimana, un
hobby appassionante da
coltivare...
<<<
Testo o immagine
|