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Peynet
Mettete
una rosa nel vostro cuore

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Nel
gennaio 1942, il mondo era in
fiamme: la guerra, scoppiata in
Europa ventotto mesi prima,
aveva già raggiunto, attraverso
i sentieri dell’odio,
l’Asia, l’Africa,
l’Estremo Oriente. Anche la
Francia, vinta dalle armate
tedesche, viveva giorni di
terrore. A Parigi come altrove,
gli uomini camminavano per le
strade cupi e silenziosi. Tanto
profonda era la costernazione
generale che la gente sembrava
aver dimenticato la parola
Amore. E poiché ogni dramma
finisce per stringere tutti i
cuori in una morsa crudele,
pareva non esserci più, nella
romantica terra di Baudelaire,
chi cantasse la speranza, la
gioia, la felicità.
Fu, comunque, proprio in una gelida sera di quel lontano gennaio del 1942,
che nacquero Les
Amoureux. Peynet
aveva preso il treno per
Clermont-Ferrand, ma a Valence
era stato costretto a fermarsi.
Per proseguire doveva attendere
un’ora buona. Non sapendo come
ingannare il tempo, si recò nei
giardini pubblici. Il luogo era
deserto. In un punto del parco,
vi era un chiosco, anch’esso
deserto. Era il kiosque
à musique, dove ogni
domenica, prima della guerra, la
banda di Valence teneva i suoi
concerti.
A
Peynet, assorto nei suoi
pensieri, venne un’idea.
Trasse di tasca un foglietto di
carta e subito tracciò una
figura di violinista, dai lunghi
capelli, intento a fregare
l’archetto sulle corde, mentre
i suoi colleghi se ne andavano
alla spicciolata. In
disparte, una coppietta stava
flirtando. « Andate pure »,
diceva
il violinista, ammiccando ai due
innamorati. « Finisco io per
voi! » La vignetta, intitolata
« L’incompiuta »,
aveva
dato vita a Valentino, l’omino
dalla zazzera fluente, dal
cappello duro in testa, la cui
bontà era commovente, dal
momento che non sapeva
rinunciare a far felici due
fidanzati, improvvisando un «
a solo » tutto per loro.
Il
successo fu immediato. Con
Valentino, frattanto, era nato
anche il vero
Peynet. In piena guerra;
questo umorista-poeta sentiva
che non tutto era perduto, se
gli uomini avessero continuato a
credere nella bontà, nella
dolcezza dei sentimenti,
nell’amore. Un anno dopo,
accanto all’omino sempre
pronto a sorridere delle proprie
disavventure ma a compatire e a
comprendere quelle degli altri,
sorse l’esile silhouette di
Valentina: ora, la coppia era
perfetta, e Les
Amoureux cominciavano il
loro lungo viaggio intorno al
mondo.
Mettete
una rosa nel vostro cuore è,
in ordine di tempo, l’ultima
opera di Peynet. Il fiore degli
innamorati, la rosa, fa qui da
leit-motiv in una sinfonia di
scenette che hanno il valore di
un messaggio. Questo: per quanto
i costumi cam
bino, nel cuore dell’uomo, nel più profondo del suo animo, deve restare
vivo il desiderio delle cose
dolci, serene, toccate da un
alito di amore e di incanto. Se
qua e là, nelle pagine, si
scoprono —
ma
accade solo in qualche battuta —
lievi arguzie, piccole malizie, sottili ironie,
esse sono pur sempre riscattate
dalla delicata composizione
poetica.
In fondo, l’umorismo è stato sempre
per Raymond Peynet soltanto un
pretesto per regalarcì la «
sua » poesia.







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