Non voglio cambiare quel letto

sul quale hai dormito tu,

e dove sul lenzuolo la tua schiena

appare appena.

Il tuo aereo sorvola Masuk,

la coperta respira sgualcita

e io bacio la fossetta

deformata

dal gomito volato lontano.

Letto,

alleato-stregone

di due corpi

lingotti di luna piena

almeno ricomponi

i tratti dell’amata

e di luce inonda.

Letto,

nostro angelo bianco,

trai dal fruscio un sussurro,

dalla tempia diafana donami

il filo d’oro d’un ricciolo

e da una pieghina del lenzuolo

porgimi,

che so,

una forcina.

Cara,

attraversi le nuvole

ma tra le mie mani č la tua silhouette.

Una tua pianella in giardino sento uggiolare,

 ma sul tuo cuscino,

come bacca di ribes,

la mattina trovo tuttavia

un tuo piccolo neo,

lasciato cadere.

Eugenj Aleksandrovic Evtusenko

<<<

 

 

ShinyStat