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"Esco di qui per
sempre, e sei una nullità, mi aveva avvertita mio padre che
eri un misero mortale, comune a milioni di operai che
nascono e muoiono operai; non ti dovevo sposare, che potevo
avere di più perché io valgo di più. Ora basta! Ti
pianto!"
L'aveva già fatto
altre volte e Nino ogni volta l'aveva implorata e convinta a
desistere.
"Non dire
niente... stavolta andrò via davvero, non provare a dirmi
che mi ami perché io ormai non ti amo più!"
Ma Nino stavolta non
parlò.
"Mi hai fatto
vivere di rinunce in questi 4 anni, sono stati anni di
privazioni non sei mai riuscito a portare a casa uno
stipendio intero, fra scioperi e cassa integrazione... una
miseria, meno di due milioni. E non dire che altri con uno
stipendio così tirano su anche due, tre figli, i tuoi
colleghi di lavoro vivono miseramente perché hanno delle
misere donne accanto, ma tu hai me, anzi avevi me! Vado via,
via da te misero mortale, nullità!"
I muscoli delle mani
si irrigidiscono, le braccia lungo i fianchi serrano i pugni
chiusi. I denti si serrano nello sforzo di trattenere quel
fiume di parole e di insulti che vorrebbe vomitarle addosso
mentre lei continua...
"Sono riuscita a
restare con te 4 anni in queste condizioni, è proprio
pazzesco, pazzesco! Avevo rinunciato a vivere, io, una gran
donna !"
Nino guarda in
silenzio la sua gran donna. Adesso la vede piccola, mentre
si muove verso la porta.
"Inutile che
cerchi di fermarmi, che ti metti tra me e la porta, io uscirò
di qua, ad ogni costo, anche se dovessi passare sul tuo
cadavere."
Nino spalanca la
porta. Il cespuglio di corbezzolo, che Nino curava a
palloncino, si busca una tremenda valigiata che lo scuote,
facendo cadere alcuni dei suoi frutti rossi sui mattoni del
pianerottolo. Nino si china, li raccoglie e comincia a
mangiare con gusto. "Sono molto dolci", commenta a
voce alta, "oggi forse più che mai", poi guarda
davanti a sé, lei non c'è più, è già sparita nel
vicolo.
Nel viale le foglie
variopinte del pioppo mostrano i segni dell'autunno che
avanza, il cielo è sereno e stranamente lo è anche Nino.
La paura che aveva di perderla forse era solo paura di
affrontare il problema e di risolverlo.
Si
sente felice. Nel cielo una gazza sfreccia veloce e Nino
osservandola sorride, anche il suo animo ora s'innalza
libero
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