Sono confuso, non mi volevi stasera.

É sempre così, ti faccio sospirar di pena.

Quando vicino ti vengo s’offusca la tua lucentezza,

e il mio libero fuoco ti penetra come ghiaccio, come veleno crudele.

 

Ora lo so, e mortificato resto.

Mi ami mentre teneramente ondeggio

come raggio di luna che ti baci; ma il corpo mio

chinandosi su di te nel fiammante momento

 

luminoso, ti distrugge, e tu resti distrutta davvero.

L’umiliazione scende in me, perché tutto il nudo splendore

del meglio dell’anima mia, che dovrebbe essere prova

del passaggio di Dio per i nostri lombi nel suo passo

sfolgorante, è soltanto per te un peso di carne

morta,

duro da sopportare e da risollevare da terra,

come gigli spezzati e appassiti al suolo

che prima ritti s'alzavano così freschi.

 

DAVID HERBERT LAWRENCE