La
rosa bianca, sola in una coppa
di
vetro, nel silenzio si disfoglia
e
non sa di morire e ch’io la guardo
morire.
Un dopo l’altro si distaccano
i
petali; ma intatti; immacolati:
un
presso l’altro con un tocco lieve
posano,
e stanno: attenti se un prodigio
li
risollevi e li ridoni, ancora
vivi,
candidi ancora, al gambo spoglio.
Tal
mi sento cader sul cuore i giorni
del
mio tempo fugace: intatti; e il cuore
vorrebbe,
ma non può, comporli in una
rosa
novella, su più alto stelo.
ADA
NEGRI
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