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Ci sono momenti in
cui viene
voglia di
mettere a nudo
la propria
anima, di
raccontare anche
le emozioni
e i pensieri più profondi. Sembra giusto non nascondersi niente. In
realtà per
tenere accesa la
scintilla della
passione bisogna
conservare un
po’ di
mistero.
Per
incuriosire
e stupire
l’altro. Ecco
perché, a
volte, il
silenzio vale più
delle parole
Dentro
di se ognuno sa
quando parla per
una voglia
sincera di farsi
capire e quando
lo fa per ferire
Il
segreto di una
coppia felice:
conservare
gelosamente un
territorio
inaccessibile
all’altro. E
stare fuori dal
suo. Non per
escluderlo, ma
per continuare
ad amarlo e a
farsi amare. «Nella
vita a due
contano le
parole, ma anche
i silenzi, il
riserbo di non
dire o di non
chiedere: una
sensibilità che
molte coppie di
oggi hanno
perso, in nome
di una fasulla
libertà di
sentimenti, di
una trasparenza
a ogni costo,
che spesso
rischia di
mettere in crisi
il rapporto.
Perché nessuno
può sopportare
tutte,
ma
proprio tutte,
le verità
dell’altro»
spiega lo
psicologo
Luciano Di
Gregorio. «Ci
si dice tutto,
per impulsività,
e si vuole
sapere troppo,
per ansia, per
paura»
ribadisce la
psicanalista
Gabriella
Panzera. «Ma è
un atteggiamento
infantile. Sono
i bambini ad
avere il bisogno
di confessare
ogni pensiero
alla mamma,
perché la mamma
è il loro
mondo. Poi con
l’adolescenza,
quando ci si
stacca dai
genitori per
formarsi una
propria
personalità, si
comincia a
tenere alcune
cose per sé, a
coltivare un
giardino
segreto, dove
crescono fiori
bellissimi ed
erbacce, sogni
delicati e
pensieri
cattivi. Ogni
adulto dovrebbe
saper proteggere
il buono e
tollerare il
cattivo di
questo suo
giardino e
accettare
l’idea che
anche la persona
amata ne abbia
uno. Che abbia
cioè pensieri,
sensazioni,
emozioni che è
bene non
condividere.
Perché, se
detti,
assumerebbero
pesi e contorni
diversi». Anche
per darsi il
tempo di
rifletterci
sopra. «Cosa
ben diversa, però,
sono quei
segreti e quei
silenzi che
creano il gelo,
che trasmettono
un desiderio
ostile di
distanza»
chiarisce la
psicoterapeuta
Lucia Taddei. «Ma
dentro di sé
ognuno sa quando
parla per una
voglia sincera
di farsi capire,
e di capire
l’altro, e
quando invece lo
fa per ferire, o
per liberarsi di
un peso, o per
non ascoltare.
Allora deve
scattare il
semaforo rosso».
Per esempio:
perché
confessare alla
persona amata un
tradimento di
cui ci si è
pentiti?
Possiamo anche
convincerci che
lo si fa per un
desiderio di
onestà, ma
stiamo
ingannando noi
stessi.
«In realtà lo
si la perché si
ha bisogno del
perdono
dell’altro, o
della sua rabbia>>
avverte la
psicoterapeuta.
«Per sentirsi
assolti o
puniti: in
entrambi i casi,
in pari con la
propria
coscienza. Ma
quale prezzo
pagherebbe chi
subisce la
nostra
confessione?».
Molte donne
tradite sanno
quanto alto sia
il prezzo,
perché è un
classico degli
uomini mettersi
in pace
l’anima con
questo genere di
esternazioni. La
vita di coppia,
però, è
spesso
inquinata da
altri piccoli
inopportuni
accessi di
sincerità. E
questi, sì,
tipicamente
femminili.
Qualche esempio?
Raccontare al
partner emozioni
che appartengono
ad amori passati
o fargli
maliziosi
reportage di
corteggiamenti
che, magari in
ufficio, ci
hanno
gratificato, o
riferirgli un
commento acido
che nostra
madre, o una
nostra amica, ha
fatto su di lui.
«Questa non è
lealtà, o
libertà, ma un
gioco crudele
che nasce dal
desiderio di
farsi ammirare,
di dimostrare
quanto si è
apprezzate, per
sentirsi
migliori e più
forti, o
dall’obiettivo,
ancora meno
innocente, di
colpire
l’altro, di
farlo sentire in
posizione
di inferiorità»
dice la dottoressa
Taddei. C’è
poi un’altra
sfera di
emozioni, con
pensieri
segreti, piccole
debolezze o
paure, che non
osiamo
confessare a
nessuno e che
riversiamo su
chi amiamo, come
se lui fosse il
sacco nero delle
nostre ansie.
“Mi sento
brutta”,
“Tua madre mi
odia”, “Non
valgo niente”,
frasi che
aiutano a
scaricarci senza
pensare al peso
che le nostre
“verità”
hanno
sull’altro. E
non illudiamoci
che la nostra
disponibilità
ad accogliere
ogni segreto,
anche il più
aspro, del
partner sia il
frutto di
coraggio e
generosità:
«È solo uno
stratagemma
inconscio per
tenerlo sotto
controllo. Perché
non si sopporta
che possa avere
un suo mondo,
fatto di
segreti, di
affetti non
condivisi, di
esperienze che
non ci
riguardano». E
perché si teme
che in fondo al
cuore abbia
deciso di
staccarsi da
noi.
Perchè
gli parli dei
tuoi ex?
La
tentazione di
raccontare al
partner dei tuoi
amori passati è
più forte dite.
Perché lo fai?
Perchè
sei uno spirito
libero
In realtà vuoi chiarire subito che sei
una donna dalle
mille risorse,
capace di
tenerlo sulla
corda. Ma stai
attenta: alla
fine potresti
allontanarlo da
te.
Perchè i
segreti possono
rovinare la
felicità
Però
anche le nude
verità possono
farlo. Così non
getti luce sul
tuo passato, ma
carichi di ombre
il tuo presente.
Ricordati che un
compagno non è
un’amica. E
lui potrebbe
sentirsi
inadeguato.
Perchè
vuoi giocare la
carta della
gelosia
Temi che lui ti dia per scontata. Forse
non ti senti
all’altezza
del suo amore. E
hai bisogno di
dimostrargli che
sei apprezzata e
desiderata anche
dagli altri. Così
però lo
ferisci: molto
meglio trovare
il coraggio di
confessargli la
tua fragilità.
Quando è
meglio tacere?
Per
imparare a
capire quando è
il caso di
censurare un
pensiero o una
sensazione che
possono creare
malintesi,
seguite il
consiglio di
Marshall
Goldsmith, uno
dei più famosi
consulenti di
comunicazione
degli Stati
Uniti, esperto
nelle dinamiche
di coppia. Prima
di parlare
mettetevi nei
panni
dell’altro,
tirate un bel
respiro e
chiedete a voi
stesse: «Ne
vale la pena?
Servirà a
migliorare la
situazione?”.
Se la risposta
è no,allora è
meglio tenere a
freno
l’impulso di
parlare. li
trucco è
semplice, ma
funziona per
migliorare la
vostra
comunicazione di
coppia.
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